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GIACOMO MANZU

La sua vera scuola furono le botteghe degli artigiani dove imparo a lavorare con le mani diversi materiali come illegno, la pietra e lŽargilla.Dopo un apprendistato di tipo artigianale, comprese di dover coltivare il proprio interesse per IŽarte durante il servizio militare a Verona, quando ebbe modo di studiare le porte di San Zeno e si appassiono ai calchi dellŽAccademia Cicognini. Dopo un breve soggiorno a Parigi nel Ž29, nel1930 si stabili a Milano dove contribui, al fianco di A. Sassu e di R. Birolli, a sviluppare i germi della ribellione antinovecentista che sfocera, negli anni 1938-40, nel movimento di Corrente. A Milano realizzo le sue prime opere in bronzo e si dedico al disegno, allŽincisione, allŽillustrazione e alla pittura, piu volte ripresa durante la carriera. Mentre la sua iniziale attivita risenti del «primitivismo» allora molto diffuso (decorazione della Cappella dellŽUniversita Cattolica di Milano, 1931), la scoperta di Medardo Rosso, verso la cui opera si volse sempre piu decisamente, e un secondo viaggio a Parigi nel Ž36, lo condussero a una svolta: spinto dalla lezione impressionista, abbandono gli schemi arcaizzanti e ando acquistando per gradi IŽoriginale sensibilita luministica, la morbidezza plastica e la delicata sensualita che diverranno qua lita stabili del suo stile. Fra le opere di questo periodo vanno ricordate: Testa di donna 1936, Milano, Gall. dŽArte Mod.), Susanna (1936, Roma, Gall. Naz. dŽArte Mod.): David (1938 - Ardea, Raccolta Amici di Manzu) e Franeesea Bfane (1940 - Ardea, Raccolta Amici di Manzu) Considerato ormai fra le persona lita piu significative della scultura italiana, tra il 1938 e ilŽ39 inizio la serie dei Cardinali, ieratiche immagini in bronzo, dalla schematica struttura piramidale, avvolte nella massa semplice e potente della stola e invariabilmente rappresentate assorte inmeditazione; il ciclo di bassorilievi in bronzo con le Deposizioni e le Crocifissioni (1939-42; temi poi ripresi nel dopoguerra e riuniti sotto iI titolo complessivo di Cristo nella nostra umanita), che nacquero dalla reazione alla violenza della guerra. Nel1941 ottenne la cattedra di scultura allŽAccademia di Brera a Milano, da cui in seguito si dimise per dissensi sul programma di studio. Fra le opere di questo periodo: Ritratto di Francesca (1942, Citta del Vaticano, Coll. dŽArte Mod.) e Grande ritratto di signora (1946, New York, Mus. of Mod. Art). LŽalta religiosita laica di Manzu trova il suo culmine poetico nella Porta della Morteper San Pietro a Roma, a cui lavora con alterne vicende dal Ž52 al Ž64: i disegni preparatori, i numerosi bozzetti e la porta stessa costituiscono nellŽinsieme una ricca sintesi di tutti gli elementi ispiratori dellŽopera di Manzu e uno dei maggiori complessi artistici dellŽarte contemporanea.

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